Dishonour Squad Interview

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Intervista a Fab Cirotti, Ivan D.M. e Alex Maiorano (datata inizio 2012), ex membri dei Dishonour Squad, punk band di Sulmona ormai scioltasi da diversi anni. Nuclear Chaos partecipò alla coproduzione dell’album “Century of Fear” nel 2006.

Come sono nati i Dishonour Squad? Storia e discografia pleeeeease!

Fab: I Dishonour Squad si formano nel 2002 con me alla voce, Alessandro alla chitarra, Ivan alla batteria e Maichol al basso. Nel 2003 dopo una serie di concerti in giro per l’italia incidiamo il nostro primo promo “Hate of Punx” e veniamo contattati dalla PurepunkRecords per incidere un 7ep split con i Swellbellys. In quegli anni la line-up subisce un cambiamento, Fabio prende il posto di Maichol al basso e nel 2006 incidiamo l’album “Century of Fear”. Dopo aver diviso il palco con band quali Duane Peters and the Hunns (TNT,Perugia) , Vice Squad (Forte Prenestino,Roma), Payback, Fourth Sin, Pinta Facile,No White Rag lasciammo la scena punk hc alla fine del 2006.

“Century of Fear” è datato 2006. Cosa è success dopa l’uscita del disco? Quando e come è accaduto lo scioglimento? 

Fab: Dopo l’uscita del disco continuammo a suonare ancora per un anno, ci furono ottime recensioni del disco e grandi soddisfazioni da parte nostra. Purtroppo però arrivammo ad un punto dove la piccola città diventò un po’ stretta, infatti da li a poco io ed alex decidemmo di andar a vivere in germania. Di conseguenza il gruppo si sciolse mantenendo immutati i rapporti di amicizia tra i membri della band.

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Cosa avete combinato in questi 6 anni? 

Alex: In sei anni abbiamo fatto miliardi di cose. Io e Fab siamo stati in Germania insieme per un po´, siamo tornati e abbiamo iniziato con Bones Bag e One Trax Minds. Ivan ha sempre suonato e Fabio, bassista anche lui progetti musicali quali Rise from the agony e While you wait.

Vedi BonesBag e Onetraxmind due progetti completamente diversi dai DishnourSquad o semplicemente come un’evoluzione naturale?

Alex: Chiaro che il progetto almeno per OTM è totalmente differente sul lato musicale e sul lato professionale non perche´ il punk hc non lo sia ma perche eravamo giovani e non badavamo a cose e dettagli a cui oggi badiamo. Io personalmente a malapena accordavo la chitarra.

Chi scriveva i testi? Hanno tutti un forte connotato politico di protesta e rabbia, spesso assente in gruppi punk giovani. Mi viene in mente Hate of Punx, Tax the rich, Jamm’mo… 

Fab: I testi sono stati scritti per la maggior parte da me, ma anche da Alex ed uno da Ivan. Si in quegli anni anni l’incazzatura era davvero molta i testi parlavano di una situazione sociale tristissima sia per le vicende mondiali ma anche per quelle che ci toccavano in prima persona, e devo dire che oggi giorno purtroppo la situazione è peggiorata e si sta andando verso un lungo ed inesorabile declino.

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Sempre parlando di Jamm’mo’, spiegaci meglio a che episodio si riferisce.

Ivan: lo jamm’mo fu una rivolta popolare che si tenne a sulmona il 2 e 3 febbraio 1957 dove molti cittadini ,specialmente operai ,contadini e uomini di manovalanza stanchi dei continui soprusi del governo e da parte degli uomini di potere del capoluogo (l’Aquila) cominciarono a stufarsi…la goccia che fece traboccare il vaso fu quando volevano trasferire il distretto militare a l’aquila ,e quindi per molte persone fu un male perchè mentre per fare le normali commissioni poteveno recarsi semplicemente nella loro città adesso erano costretti ad andare a l’aquila e spendere soldi per il viaggio..soldi che allora non c’erano visto che sulmona a quei tempi viveva soprattutto di agricoltura e lavori occasionali…in quei giorni la gente si riverso’ nel centro di sulmona cominciando a spaccare tutto, prendendo di mira il comune e altre sedi…i sanpietrini furono letterarmente sradicati dal terreno e lanciati contro le forze dell ordine, che arrivarono anche da l’Aquila e altri paesi per ceracare di placare la rivolta dei sulmontini, che pero’ non mollarono subito…fu uno scontro epico e memorabile e per noi nuove generazioni e’ un motivo di orgoglio pensare che nella nostra città alla gente non piaceva farsi mettere i piedi addosso…oggi la gente di sulomona non è piu’ la stessa dei tempi dello jamm’mo…

Un’altra curiosità? “Sulmona Breakfast” ti dice niente? 

Ivan: Sìi e’una canzone dei zetazeroalfa, la scrissero dopo aver pestato, in 50, una quindicina di ragazzi e ragazze (me compreso), durante un loro concerto a Sulmona…il titolo si riferisce al fatto che ci si sono mangiati a colazione..divertente, ora ci rido su’…

Sulmona ha forti connotati anarchici e antifascisti. Nel vostro disco questo sentimento era ribadito in diverse canzoni contro sbirri, chiesa, nazismo e politicanti. Questa rabbia è ancora accesa o col tempo si è affievolita?

Fab: Anche se sono passanti un po’ di anni le nostre idee e le nostre convinzioni rimangono sempre le stesse, la rabbia aumenta di giorno in giorno visto la situazione odierna.

Tra la track list di Century of fear compare anche una bellissima cover di DeAndrè, “Chi non Terrorizza”. Di chi è state l’idea? e perché avete scelto proprio questo pezzo?

Fab: L’idea collettiva era di fare una cover del grande De Andre’ e quella che secondo noi, poteva rispecchiare il nostro dissenso verso questa società era “Il bombarolo” che abbiamo rinominato “Chi non terrorizza”, non tralasciando la bellezza e l’emozione che sono racchiuse in questo pezzo.

A livello di testi e musica sono cambiate molte cose dai Dishonour Squad a BonesBag e OneTraxMinds…quello che ho ritrovato però ai vostri concerti e bazzicando dalle vostre parti è che l’attitudine è rimasta la medesima. come la vedi questa cosa?

Alex: E´ cambiato molto si, diciamo che puo´sembrare che con I D.Squad eravamo più incazzati e ora diciamo piu´ rock and roll menefreghista come qualcuno potrebbe dire. Da parte nostra Otm penso che forse siamo ancora piu´ incazzati di prima e ancora siamo sempre antisociali e continua a farci schifo quello che ci faceva schifo quando abbiamo iniziato, è solo che ci piace dire nelle nostre canzoni anche storie personali di vita, amore o quello che sia, o magari cercare di parlare di temi scontati in maniera diversa.

Sulmana è un paesone grande ma nemmeno troppo per essere una città, un po’ isolato. Nonostante questo avete una scena vostra, organizzate concerti, tanti ragazzi suonano e si sbattono, c’è una forte aggregazione che difficilmente si ritrova in città del nord Italia. Cosa ne pensi?

Alex: Penso che Sulmona per quanto sia piccola ha offerto fin troppo. Possiamo vantarci di tre quattro bands, un’etichetta e uno studio di registrazione di livello. Io ho fatto sempre il possibile per portare bands, organizzare concerti e cercare di fare qualcosa. Questo e cio´ che ti porta a fare la noia e la voglia di musica. Io credo che le migliori bands vengano dai piccoli posti perche´ solo li c´è qualcosa di magico, di vero che è chiaramente non fatto per moda. Noi ci siamo sbattuti veramente per questo, ci abbiamo creduto e ci siamo aiutati a vicenda. Quando avevamo 13 anni io e Fab (cantante D.Squad) ricordo andavamo ai concerti che Ronnie e Ivan (Otm) facevano e ci sentivamo fighissimi dopo parlare con loro e chiedere di registraci cassette punk.

Ivan: Penso che forse ci sono molti ragazzi che oltre ad ascoltare punk rock lo suonano anche…e ce ne sono altri che sono molto portati per organizzare eventi…si non essendo una grande città per questo non ci possiamo lamentare, ho visto città piu’ grandi con una scena piu’ fiacca rispetto alla nostra, non so forse alcuni ragazzi pensano di non essere portati per suonare o per organizzare e quindi si lasciano andare, e si limitano solo ad ascoltare la musica..io e gli altri siamo dell’opinione che se vuoi qualcosa alzi il culo e provi a farla e a prendertela..

Con BonesBag e Onetraxminds avete fatto un singolo benefit dopo il terremoto che ha distrutto l’Aquila e le zone limitrofe. Parlaci di questo progetto. Come avete vissuto questa tragedia, vi ha colpito direttamente? Cosa sta succedendo ora che le telecamere se ne sono andate e nessuno se ne interessa più?

Ivan: si abbiamo scritto una canzone che si chiama “love this land”…l’abbiamo registrata in due versioni: elettrica e acustica..l’abbiamo registrata tutt insieme ossia basso e batteria dei bones bag e chitarre degli one trax minds, poi alcuni di noi hanno cantato ognuno una strofa e tutti insieme il coro…ci siamo sentiti in dovere di farlo e visto che siamo musicisti ci sembrava giusto farlo… è stata una brutta esperienza qui da noi, ma oso soltanto immaginare ciò che hanno provato i cittadini aquilani..per non parlare di tutte le speculazioni da parte del governo che ci sono state dopo per la ricostruzione..e tutte quelle persone che hanno vissuto nelle tendopoli e che ancora oggi non hanno una casa…e’stato uno schifo..non si puo’ dare colpa alla natura è vero, ma bisogna dire che l’aquila dopo il terremoto è stata colpita duramente, nell’edilizia, economia ecc..e nessuno ha fatto niente apparte i cittadini che si sono dimostrati davvero forti

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In “Love this Land” come in “Jamm’mo’” si capisce come siate attaccati all’Abruzzo e alla sua storia, un’amore che non ha niente accheffare con orgoglio campanilistico e nazionalistico e l’avete tirato fuori nella maniera più bella e meno scontata che si possa fare. Cosa ne pensi?

Fab: Si infatti “Love this land” è stata composta appositamente per la tragedia avvenuta a L’Aquila e non ha nulla a che fare con idee politiche di patriottismo, come qualcuno che non ci conosce potrebbe credere

Domande random a raffica: raccontaci qualche aneddoto divertente riguardante Dishonour Squad

Alex: Ivan all´ateneo occupato non era in grado di suonare perchè era troppo ubriaco, dopo due pezzi finimmo il concerto o una cosa del genere. Fu allucinante, ci rimasi malissimo perchè suonare a Roma era importante ma adesso mi viene da ridere..

Raccontaci qualche aneddoto triste riguardante Dishonour Squad

Fab: Per fortuna non ci è mai capitato nulla di triste,a parte quella volta che io ed alex abbiamo dovuto cacciare dalla band il nostro primo bassista Maichol, con il quale abbiamo sempre un buon rapporto di amicizia, per poi sostituirlo con Fabio

Miglior concerto mai fatto? Miglior gruppo con cui avete suonato?

Fab: Sicuramente per me il concerto di Perugia dove abbiamo diviso il palco con Duane Peters and the Huns… a quell’ età vedere sotto il palco Peters che muoveva compiaciuto la testa mentre suonavamo fu il massimo!!

Che rapporto avevate con gli altri gruppi della scena punk italiana?

Alex: Rapporti piu´che altro con gruppi di Roma e qualcuno del Nord, ma diciamo non tanti, era piu´difficile come sai, a differenza di oggi che abbiamo mille mezzi di comunicazione velocissimi..

Alcool e droga: passatempi, inconvenienti o minacce? 

Fab: Possono essere tutte e tre le cose sopraelencate, sicuramente qualche sbornia o qualche canna non sono da classificare con altre cose che personalmente non ho mai avuto la fortuna di assumere

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Farete mai un concerto di reunion prima dell’apocalisse?

Fab: Certo la creeremo noi l’apocalisse!! Avevamo in mente qualche tempo fa di organizzare una reunion ma per problemi di tempo non si è fatto più niente. Per me i Dishonour Squad saranno sempre un pezzo del mio cuore, più che una band è stato uno stile di vita.

Rimanendo in tema. Cosa ti aspetti dal futuro? 

Fab: Mi aspetto di continuare a suonare con i BonesBag in giro per l’Europa e chissà di ampliare i nostri confini un giorno, auguro lo stesso ad Alex e Ivan con i OTM.

Chiudi come vuoi!

Fab: Ammiro tutti quelli che hanno un sogno e ci lavorano sopra per farlo avverare, mi fanno schifo le persone che vogliono apparire per come non sono, nascondendosi dietro falsi ideali e false amicizie, che prima o poi si rispecchieranno sulle loro facce di cazzo….

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