D.I.Wild #2

D.I.Wild2

D.I.Wild n.2 laboratori, autoproduzioni e arti selvagge

 PROGRAMMA DOMENICA 10 APRILE 2016

9:00COLAZIONE

Chi arriva per tempo troverà una bella tavola imbandita per fare colazione. Offre VillaPunk!

10:00Costruzione Essiccatoio

Cominciamo i laboratori con la costruzione di un essiccatoio a energia solare. Seguiremo un progetto semplice in modo da poterlo costruire in 2/3 ore. L’essiccazione naturale è una tecnica antichissima di conservazione del cibo che sta piano piano scomparendo, il sole invece è sempre lassù e non chiede la bolletta, usiamolo!

Laboratorio a cura di:
[VillaPunk]

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10:00 LAB. FUSIONE METALLI

In contemporanea accenderemo una fornace che abbiamo costruito negli scorsi giorni. L’obbiettivo è fondere alluminio proveniente da scarti quotidiani e, se riusciamo a raggiungere temperature più elevate, anche il rame. Come matrice useremo la sabbia e l’argilla. Spazio alla fantasia.

Laboratorio a cura di:
[Carlito EveryGood da ViaSerlio]

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13:00 PRANZO – MEXICAN FOOD

In mattinata comincerà anche il laboratorio di cucina messicana. Insieme a Matt prepareremo tacos vegetariani e vagani, chi vuole è invitato a darci una mano e imparare dal nostro chef di Seattle i segreti della cucina messicana! Il menù sarà a base di Tacos Veg: tortillas di farina bio di mais (Masa Harina) con guacamole, fagioli, seitan, formaggio veg, patate americane e peperoncini chilopote.

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14:00OLEOLITI E TECNICHE DI MACERAZIONE

La macerazione è la semplice tecnica che permette di estrarre i principi attivi di una pianta per mezzo di un liquido-solvente. Gli ingredienti sono la droga scelta secondo la stagione, il solvente ed il tempo di posa (dalla macerazione, infatti, non otterremo un prodotto immediatamente pronto all’uso). Nel corso di questo breve laboratorio parleremo di tre tecniche di macerazione e realizzeremo un macerato per il consumo alimentare, un liquore, e sceglieremo oli e piante adatte alla cosmesi realizzando un oleolito.

Laboratorio a cura di:
[Ricette dal Caos di Lara&Memo]

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15:30LAB. SAPONIFICAZIONE

Re-Action Lab è un piccolo progetto di autoproduzone di saponi e fitocosmetici, che nasce da una scelta individuale, quella di non usare cose prodotte da industrie farmaceutiche e cosmetiche. Re-Action sta per le reazioni chimiche dei composti, ma soprattutto per segnalare la natura politica che c’è dietro il progetto, lo scopo è di offrire un’ alternativa sostenibile ai prodotti che si trovano facilmente in commercio (testati su animali, tossici per il corpo e inquinanti). Per quello che riguarda le materie prime dei fitocosmetici, sono tutte di origine organica e “biologica” le acquisto/baratto da altri autoproduttori che le trasformano. Il sapone che farò domenica è un sapone molto semplice che tutti possono riprodursi a casa con oli facilmente reperibili; porterò tutto l’ occorrente che serve a farlo e del materiale informativo per chi voglia con il procedimento e altre info!

Laboratorio a cura di:
[Anastasia di ReAction Lab]

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16:00LAB. XILOGRAFIA E RILEGATURA

Attraverso la stampa di matrici di legno o linoleum, monotipi e timbri, verranno realizzate delle copertine con cui saranno creati dei libri. Verranno illustrate due tipi di legature, l’antica legatura copta e i diversi tipi di legatura giapponese. Alla fine del workshop, ogni partecipante avrà con sé due libri da portare a casa per uso personale. La stampa delle copertine avverrà realizzando insieme le matrici, incidendole e poi stampandole per mezzo della stampa a cucchiaio o con l’uso di un torchio calcografico che metteremo a disposizione durante il workshop.

Laboratorio a cura di:
[Erika e Leila]

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16:30LAB. ARTIGIANATO LAVORAZIONE METALLI

Dimostrazione pratica di una tecnica di lavorazione dei metalli poveri; gli strumenti utilizzati sono pinze e martelletto, pietre naturali e metalli poveri come ad esempio rame, ottone, alluminio o alpaca. è una delle tecniche per lavorare i metalli che ho avuto la fortuna di imparare, prima, e dopo di mettere in pratica viaggiando. Ho avuto modo di vivere di questo, di essere indipendente e autonoma nella gestione di quello che è diventato il mio “lavoro”, del contatto con le persone e col gestirmi la mia libertà, scegliere singolarmente ogni pietra che volevo lavorare e darle un valore.

Laboratorio a cura di:
[Rossella]

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18:00LAB. SERIGRAFIA

Saranno presenti due bracci serigrafici autoprodotti dove poter stampare borsette con le grafiche del D.I.Wild. Se vuoi porta una maglia da stampare!

Laboratorio a cura di:
[InkLab Stella Nera – NuclearInk]

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19:00CONCERTO ACUSTICO

Rawshout (Rock’n’roll da Sassuolo)

20:00CHIUSURA LABORATORI

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20:30PIZZA CON FORNO A LEGNA

Sforneremo pizze fatte con ingredienti bio e lievitate lentamente con pasta madre, cotte nel forno a legna autocostruito con terra cruda durante il D.I.Wild del 2014.

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EXTRA

LAB. WALL PAINTING
Sarà a disposizione un muro e diverse porte scardinate da dipingere, porta vernici se ne hai!

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>>>>>FAQ<<<<<

Cos’è “D.I.Wild”?
D.I.Wild è un’iniziativa nata spontaneamente. Una voglia di condividere esperienze, tecniche, saperi. E’ una giornata di laboratori-workshop-spiegazioni-dimostrazioni-birrefredde-cibobuono-manisporche-condivisione-pratiche libertarie-libertà-diy.

Quanto costano i workshop? Mi devo iscrivere?

I laboratori sono gratuiti e senza iscrizione.

Dov’è VillaPunk? Cos’è VillaPunk?
VillaPunk è una casa di campagna. Non è nè un Centro Sociale nè uno Squat. Ma è un luogo, o meglio, uno spazio dove ci piace sperimentare cose nuove. Dove cerchiamo di mettere in pratica esperienze di autogestione pregresse. VillaPunk sta vicino a CastelfrancoEmilia. Non è questo il mezzo per diffonderne l’indirizzo. Molta gente negli anni è passata di qui e sa come arrivarci, ma nel caso tu venissi per la prima volta, manda un’email o chiama per sapere le indicazioni. Arrivarci è facile!

Come si svolgono questi Laboratori?
I ragazz* coinvolti che seguiranno questi laboratori non sono insegnanti. Non aspettarti corsi avanzati con tavolate e materiali infiniti. Chi seguirà i laboratori metterà a disposizione quello che può per rendere il workshop il più funzionale possibile. Ogni Laboratorio avrà un proprio orario (da una a tre ore massimo) per poter permettere a tutti gli interessati di partecipare e sopratutto condividere esperienze e nozioni. Se sei pratico di qualcosa e vuoi proporre “cose tue”, porta materiali/attrezzi e vedrai che ogni laboratorio sarà migliore.

Posso proporre anche io qualcosa? Posso portare mie autoproduzioni da vendere?
Puoi proporre le tue autoproduzioni in uno spirito di collettivismo delle tecniche. Questa iniziativa non è una fiera, nè un mercato. Non vogliamo gente che siede aspettando di vendere “merce”. Quindi porta pure le tue autoproduzioni (anche un tavolino se riesci) e preparati qualcosa che spieghi a tutti quello che fai. Se poi vuoi proporti per un Workshop scrivici e vediamo se riusciamo ad organizzare qualcosa insieme.

Si mangia? Si beve? Si cena? Ci si ubriaca?
Provvederemo a riempire frigo di birre decenti e Acqua per tutti. Il pranzo sarà curato da Mat con cui faremo insieme tortillas e ripieni piccanti per tacos squisiti, mentre per cena ci saranno pizze vegetariane e vegane cotte nel nostro forno a legna. I prezzi del bar saranno comunque bassi e sono di autofinanziamento per l’iniziativa e, si spera, per iniziative future, quindi il bere non portartelo da casa, ci pensiamo noi!

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Per altre info scrivi alla mail del volantino. Per sapere l’indirizzo chiama il numero sul volantino

PARTECIPA E DIFFONDI

NuclearInk: a diy story

IMG_0875Come promesso comincio a pubblicare post firmati NuclearInk, il nuovo laboratorio serigrafico autoprodotto (per davvero) partorito in casa NuclearChaos. Premetto che per quasi 4 anni ho stampato maglie e toppe alla Scintilla quindi la tecnica non mi era nuova, ma su molte cose ero davvero arrugginito. L’idea iniziale era quella di costruirmi un piano di stampa per fare magliette, una cosa semplice ma che funzionasse bene per evitare di passare giornate a bestemmiare con telai e stampe sbavate. Avevo qualche settimana libera da impegni e mi son messo sotto a fare ricerche e studiare cose che avevo dimenticato col tempo. In pochi giorni però il progetto si è trasformato in un tavolo rotante in legno con ganci molle e pinze inspirato ad alcuni video visti su youtube di gente che aveva costruito in casa giostre per quadricromia…in una settimana ho fatto il mio progetto. Al termine di questa settimana trovo casualmente un sito dove veniva spiegato passo a passo come costruirsi il tavolo serigrafico in legno…dopo due bestemmie, ho rielaborato tutto secondo quello che mi serviva, ho convertito tutte le misure del progetto americano da pollici a centimetri e sono uscito alla ricerca di materiali. Su questo argomento sarebbe da aprire una parentesi molto lunga…mi limiterò a dire che l’autoproduzione è funzionale in relazione alle vostre capacità manuali e al vostro ingegno. Quindi un progetto del genere può essere fatto in legno, acciaio, ghisa, titanio, cioccolato o terracotta…il punto sta nel prendere confidenza con la vostra ambizione e quanto tempo e soldi avete da investire. Detto questo io, sia per esigenze personali, sia perché non mi piace comprare cose a caso, ho cercato di spendere il meno possibile documentando le mie ricerche, lo sviluppo e la realizzazione del tavolo serigrafico. Dato che non so saldare ho scelto la via più economica, il legno. IMG_0437Per trovare listelli e travi consiglio di andare in qualche falegnameria o forniture per l’edilizia, evitate i supermercati tipo Obi che i prezzi lievitano consistentemente a meno chè non trovate delle offerte. Inoltre se chiedete di dare un’occhiata negli scarti spesso trovate travi, assi e pezzi grezzi di legno che potranno servirvi durante la costruzione del tavolo, io c’ho riempito la macchina… Qui ho comprato due tipi di listelli, ma fondamentalmente il 90% della struttura è fatto di listelli larghi 9 cm e alti 4,3 cm. Me li hanno venduti lunghi 4 metri l’uno ed era la misura più simile a quella del mio progetto iniziale.Tutte le misure di qui in avanti saranno in relazione a questo tipo di listello…quindi se trovate listelli diversi, mi spiace, ma dovete un minimo rivedere le misure. Forse questa guida non sarà rivoluzionaria ma, dopo diversi giorni di ricerche, posso garantirvi che non esistono tutorial del genere in italiano. Non è tanto la lingua lo scoglio quanto non sapere mai se i materiali che vedi nei video fatti da un americano siano effettivamente reperibili ed economici. Quindi ecco qui di seguito istruzioni, tutto quel che ho speso, dove l’ho preso e come l’ho assemblato.

Progetto

Progetto Del Tavolo

DAY 1

Piano di lavoro: guanti, listelli, seghetto alternativo, levigatore, viti, avvitatore, stereo

Piano di lavoro: guanti, metro, listelli, seghetto alternativo, levigatore, viti, avvitatore, stereo!

Comincia presto la prima giornata di lavoro, tempo di preparare il piano di lavoro e avere a portata di mano tutti gli strumenti che mi servono. Forse è il primo giorno caldo dopo due settimane di piogge e vento e le ore passano piacevoli…Comincio col costruire il tavolo, la base su cui poggerà la giostra. E’ un po’ di tempo che non accendevo seghetti, trapani e avvitatori, e ci metto un po’ a trovare un sistemazione comoda e le prime travi vengono una merda…ma comincio proprio con questo dato che le misure non devono necessariamente essere al centimetro e la fattura può risultare anche un po’ più “grezza”. Uso uno strumento da falegname che serve per mettere in squadro il taglio, immagino che quelli professionali siano di materiale robusto e la lama possa tagliare anche dentro ai tagli del “registro”, questo invece è costato 4.99 € all’Obi (compreso di sega!!) e quindi se provi a continuare a segare il legno finisci per segare anche la plastica blu dell’attrezzo…capito questo di qui in avanti però sarà molto utile per solcare la traccia precisa che vado a seguire con il seghetto alternativo. Buona norma dopo aver tagliato ogni pezzo è quello di levigarlo con la carta vetrata. Io ho un levigatore elettrico, non costano tantissimo e in offerta se ne trovano anche di molto economici (dai 20€ in sù mi pare). Anche questo strumento non è indispensabile ma in 30 secondi fa il lavoro di 10 minuti di levigatura a mano. Questo passaggio ve lo consiglio dato che poi i singoli pezzi di legno diventano più “morbidi”, sono più belli da vedere e non vi lasceranno più schegge sulle mani.

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Per avvitare i pezzi uso viti da legno lunghe grossomodo 5 Cm e un avvitatore paleolitico che però fa il suo lavoro, di quest’ultimo, se siete proprio squattrinati e non ce l’avete in casa, potete anche farne a meno ma avvitare viti da 5cm tutto il giorno è un lavoraccio e rischierebbe di mandare tutta la vostra energia e i vostri buoni intenti in fumo (nel senso che usereste la legna come combustibile e addio serigrafia)…Parto alla grande ma dopo poco mi accorgo che il mio progetto era stato fatto per travetti da 5 Cm di larghezza mentre io ho travi larghe 4,3 cm, quindi devo al volo riprogettare le distanze per far sì che la parte superiore del tavolo possa ospitare il piano di 60x60cm, risvito tutto rimonto tutto due volte prima di trovare le misure giuste…. Ma il magico mondo del faidatè è come andare in bicicletta e nel giro di un’oretta mi sento ormai un carpentiere pronto a costruire catapulte. Avvitare la struttura in realtà è abbastanza semplice, la parte più complessa di questa parte del lavoro è segare le due travi che fanno da diagonale alla parte laterale del tavolo. Non ho misurato l’angolo di taglio, ho solo appoggiare l’asse e fatto due segni con il lapis, ma alla fine il risultato è decente e si incastrano bene. Ok, la struttura è conclusa!

Al volo però mi viene un’idea per rendere più carina la base del tavolo e faccio dei tagli arrotondando l’estremità. Ora bisogna passare a tagliare il piano del tavolo. Ho comprato una tavola di multistrato da OBI 60x125cm, 19 € di spesa, non sono pochi, ma, come vedrete, con queste misure ho ottenuto tutti i piani utili al progetto e in falegnameria me ne volevano vendere uno troppo grande per il mio scopo. Taglio quindi il piano 60x60cm. e lo fisso. Mi accorgo però che come tavolo non è molto stabile nonostante i legni grossi…il problema è che le travi usano la vite come perno e quindi ruotano lievemente su sé stesse, basta piantarne un altro migliaio in giro per ogni angolo del tavolo e la struttura diventa solida come fosse di cemento. Quindi consiglio caldamente di non risparmiare sulle viti!

NOTA: L’amico Matteino mi fa notare che se avessi usato trapano e viti con bulloni invece che viti da legno forse sarebbe stato un buon investimento per il futuro. Quindi se pensate possa esservi utile in un secondo momento smontare il tavolo seguite questo consiglio ( tenete conto che viti e bulloni costano un po’ di più di viti da legno)

IMG_0456Viti IMG_0457

Ora comincia la realizzazione della parte vera e propria del tavolo serigrafico e qui bisogna rimanere concentrati perché più le misure sono precise meno imprecherete in corso d’opera. Comincio con l’asse frontale che servirà a fare da guida al piano su cui vengono messe stoffe o altri materiali da stampare. Taglio quest’asse 85 cm e la fisso dalla parte dei piedi del tavolo a 15 cm dal bordo. Anche qui abbondate con le viti perché in questi 15 cm si concentra tutta la tensione che farete sul piano di stampa. Utilizzate un paio di viti molto più spesse di quelle che state usando (preventivamente forate con il trapano, con una punta da legno appropriata, un foro più piccolo della vite in modo da facilitare la sua entrata ed evitare crepe). Per rendere ancora più stabile l’asse tagliate in pezzo di legno come nell’immagine.

Sempre dalla tavola multistrato ricavo due quadrati identici da 30 cm di lato. Ora devo intagliare un ottagono….non ho compassi e uso una corda legata ad un lapis. Se partendo da ogni angolo tracciate delle mezzelune trovate velocemente i punti dell’ottagono e il risultato è uno schizzo che sembra la croce di ferro al collo di Darby Crash. L’ottagono deve poggiare su una base quadrata sempre di 30 cm di lato. Per poter ruotare su sé stesso ha bisogno di un dispositivo meccanico a cuscinetti. Questo pezzo è stato il più difficile da trovare, dopo mille ricerche e progetti per usare teste ruotanti di sedie da ufficio, ruote e taglieri dell’ikea ho trovato su ebay un componente chiamato Lazy Susan Bearing (15 cm), creato apposta per necessità del genere. E’ sottilissimo, robusto e costa tra i 10 e i 15 € su ebay. Questo marchingegno infernale è l’unica parte che non trovate né in ferramenta né in negozi specializzati in componenti meccanici, forse riuscite a ingegnarvi  e potrebbero bastare solo viti e bulloni, ma per una cifra così bassa io ve lo consiglio, il risultato è praticamente identico a qualsiasi giostra professionale. Il passaggio successivo consiste nel fissare la testa rotante all’ottagono e alla base di legno…in questo momento mi son sentito un po’ stupido…le due lamiere distano tra loro pochi cm e avvitarle dall’interno sul piano ottagonale è decisamente impossibile, dopo una decina di minuti di grattacapi ho escogitato una soluzione che non so se sia molto intuitiva e comprensibile e sopratutto ho la sensazione che ci sia un metodo molto meno cervellotico e funzionale…comunque io ho fatto così: ho fissato la lamiera sotto alla base quadrata, in prossimità delle X ho fatto dei fori con una punta da legno abbastanza grossa che potesse contenere la testa delle viti. Ribaltando il piano ho fatto in modo che le viti entrassero nei fori dell’altra parte di lamiera, e ho appoggiato tutto con molta cura sull’ottagono, stando molto attento che le viti non uscissero e che le due basi di legno fossero in squadro. Con un cacciavite lungo sono entrato dai fori precedentemente fatti ed ho avvitato la lamiera all’ottagono. Per verificare che il meccanismo funzioni bene vedete se a ruotare l’ottagono i lati si distanziano troppo da quelli della base quadrata, in questo caso vuol dire che avete avvitato la testa ruotante non centrale alla base.

Rinfonzo

Ho aggiunto tre “scarti” per pareggiare la giostra con l’asse di stampa. (Ottagono visto da sotto)

Questo sarà la vostra giostra che vi permetterà di avere a disposizione 4 braccia ruotanti e quindi 4 telai serigrafici a disposizione sullo stesso banco di stampa. L’ottagono deve essere in linea con l’asse di stampa quindi per pareggiarlo ho avvitato 3 “scarti” lunghi 30 cm in modo da rialzare la base. Procedo creando le “guide” cioè due legni verticali che posizionati al bordo del tavolo daranno la posizione corretta ai braccetti. Io li ho rinforzati con delle L di metallo.

Tavolo

Ora è il momento di tagliare questi braccetti (22 Cm), a cui fisso delle cerniere di metallo. Su questo componente non consiglio di risparmiare perché credo ne vada della longevità del macchinario. Io ne ho comprate di quelle che si dividono in due sfilando il perno centrale. Al momento dell’acquisto non avevo bene idea a cosa mi sarebbero potuti servire ma ora ben chiaro che avrò la necessità in futuro di creare braccetti nuovi (più lunghi magari oppure che reggano cappe flash per asciugare il colore) e questo componente smontabile renderà tutto più semplice. Ai braccetti fisso anche due alette. Queste dovete fissarle con viti lunghe piantate in maniera obliqua. Piantatene almeno due per ala dato che in questa posizione verranno fissati i ganci e le molle e se c’è solo una vite a reggere le alette al braccetto finisce che ruotano su sé stessi (garantito perché mi è successo subito). Per posizionare gli occhielli date un’occhiata alle immagini. Collegando molla e gancio testate se avete posizionato bene tutto. Io ho fatto un po’ di sbagli e prima di trovare la soluzione giusta ho riavvitato sia i registri guida sia gli occhielli almeno 2 o 3 volte. Gli errori che possono essere fatti sono che le molle sbattano contro le guide e quindi il movimento del braccio non arriva alla fine, oppure se posizionate gli occhielli in maniera sbagliata quando abbassate il braccio le molle ve lo risparano indietro….mentre il gioco è che le molle tengono in tensione il braccetto e quando lo abbassate ve lo schiacciano in posizione orizzontale, perché questo avvenga bisogna che gli occhielli frontali siano posizionati più bassi (rispetto all’asse) di quelli dell’ottagono. L’assetto giusto io l’ho trovato in corso d’opera e aggiungo foto (non cronologiche) per fare evitare gli stessi errori.

A questo punto bisogna creare un “fermo” che tenga i braccetti in tiro quando non sono abbassati. Il progetto prevedeva di fare un semplice piano quadrato (35x35cm) rialzato rispetto alla base…io ho voluto abbellire la cosa e ho fatto un contenitore incollando e avvitando 4 listelli su ogni bordo del piano di multistrato (sempre lo stesso). Almeno sarà utile a qualcosa…fissate alla base rotante 4 di pezzi di travetti (io ho usato degli scarti) alzandovi quindi di 9 cm, a questo io ho fissato dei pezzi di multistrato tagliati per formare un ottagono su cui reggerà il contenitore precedentemente fatto.

Sono quasi le 9 di sera. Non ho pranzato e non ho praticamente fatto pause ma il tavolo, almeno per quanto riguarda le meccaniche, è concluso in una sola giornata di lavoro!

Playlist

Abrasive Wheels – “Best Of”
Active Slaughter – “Smash HLS”
Cramps – “Off the bone”
John Lee Hooker – “Get Back Home”
Kraut – “Complete Collection”
Inepsy – “City Weapons”
Against Me! – “Reinventing Axl Rose”
Social Distortion – “Hard Rhymes and Nursery Times”
Us Bombs – “The World”
Lipcream – “Kill Ugly Pop”

DAY 2

Naturalmente oggi piove e lavorare sotto al portico al freddo non è il massimo, ma sticazzi… Nella mattinata finisco due ritocchi alla struttura montata ieri e testo che tutti i braccetti funzionino bene….funziona tutto alla grande. Ora comincio a dipingere il legno. Questo passaggio non è obbligatorio ma l’impregnante oltre a rendere più figo il legno serve anche a preservarlo meglio. Io ho comprato un pregante a cera color noce scuro, ne ho preso tanto perché era in sconto (25€ ) e mi serve anche per le cornici dei telai. Se dovete darlo solo sul tavolo basta un confezione piccola. Ho fatto due foto a dei pregnanti che avevo in casa, questi sono naturali e costano meno di 10 € l’uno…Praticamente ho impiegato tutto il giorno a verniciare. Sulla latta consigliano di dare 2 mani, ma vi consiglio di abbondare, questi legni grezzi assorbono molto il colore ma già con 3 mani cominciano a scurirsi e dopo qualche ora il risultato è fighissimo. Ora il tavolo sembra una macchina medioevale delle torture…Fra una mano e l’altra vado da un fabbro che mi consiglia mio padre. Gli spiego al volo quello che sto facendo, gli faccio vedere due foto e uno schizzo e insieme si progetta in quattro e quattr’otto le estremità dei braccetti, cioè le morse che andranno a reggere i telai. Questa parte ci tenevo fosse di metallo. Come tutte le parti mobili del mio progetto voglio che sia il più robusto possibile. In ferramenta avevo trovato praticamente tutto per farmelo da me ma le lamelle di metallo e i morsetti comunque costano parecchio, quindi ho deciso di far saldare due pezzi grezzi a chi lo sa fare, così da avere una roba più solida…se voi conoscete qualcuno che salda e filetta rompetegli i coglioni perché conviene! In realtà non so se il fabbro ha capito tutto tutto e non riesco a togliermi la paura che possa sbagliare qualcosa rovinandomi i braccetti che gli ho lasciato…è un uomo buffo, basso e grasso e respira forte con le mani di chi è tutta la vita che lavora sodo…mi sta simpatico e gli do fiducia!

Tavolo

Playlist

Little Walters – The Essential
Frank Turner – England Keep my bones
Omega Tribe – No love Lost
Plasmatics – New Hope for the Wretched
Pogues – Hells Ditch
Psycho Negatives – Suburban City Rockers

DAY 3 

Aspettando novità dal fabbro comincio a pensare a come utilizzare lo spazio che c’è fra le gambe del tavolo. Lasciarlo così mi sembra una cazzata. Con le assi che mi sono rimaste faccio un primo piano. Misuro che sarà perfetto per contenere telai 50x40cm, almeno una quindicina dovrebbero starci, non è sicuramente la soluzione definitiva per archiviare telai ma perlomeno ci staranno quelli che uso più spesso. Vedo che ci rimane ancora un po’ di spazio e mi scervello fino a partorire la malsana idea di fare un cassetto….come ho già ripetuto diverse volte non sono un falegname e la mia esperienza di carpenteria si ferma a scatole e mensole…e infatti ci impiego praticamente tutta la giornata. Sembrerebbe una stronzata ma far funzionare un cassetto non è roba semplice, sopratutto se non hai dove incastrarlo, quindi ho dovuto progettarlo al millimetro il box (avendo finito il legno sottile a disposizione trovo in casa una doga di un letto vecchio che taglio per farci i lati e utilizzo uno pezzo di compensato trovato tra gli scarti per fare la base). La misura esterna del cassetto è 41,7x50cm, ma dubito che se seguirete le istruzioni avrete la stessa identica larghezza, quindi se volete seguire anche questo passaggio dovete un po’ improvvisare come ho fatto io. Finito il cassetto ho fatto le guide sempre usando avanzi di legno che mi rimanevano. Con delle L di ferro faccio due fermi, metto un po’ di gomma e il gioco è fatto….o quasi. Dopo aver dato il pregnante a tutti i nuovi pezzi di legno noto che il cassetto non entra più, probabilmente si è gonfiato un minimo…con una lima faccio una traccia dove non passa finchè tutto funziona per bene…Il lavoro di oggi non lo metterò nel progetto perché ho utilizzato pezzi trovati in casa e fondamentalmente perché non sono necessari al funzionamento della giostra. Ma perlomeno avete uno spunto su come utilizzare lo spazio sotto il tavolo.

Playlist

Restarts: Mobocracy
Rejected Youth – Not for Phonies
Small Faces – Best Of
Rudimentari Peni – Archaic
Rudimentari Peni – Death Church
Siouxsie and the Bashees – Juju

Day 4—->Today

Listelli tagliati per le cornici dei telai

Torna il sole e in mattinata dopo altri 2 giorni di pioggia e freddo di merda riesco a lavorare meglio fuori…taglio con una sega circolare tutto il legno recuperato per fare delle cornici (per farci i telai serigrafici). Tempo di dare una pulita sotto la sega mi chiama il fabbro che i pezzo sono pronti. Come sperato ha fatto un ottimo lavoro e la spesa è contenuta. 10 € a pezzo. Per una giostra completa sono 40€, che effettivamente non sono pochissimi, lì vedete voi, potete inventare una morsa anche con materiali di recupero e morsetti, che comunque non costano pochissimo, sui 3-4 € l’uno (25-30€ totali per 8 componenti). La soluzione migliore, se avete gli strumenti adatti, è quella di saldarvi da voi i pezzi e filettare il metallo per le viti che stringono il telaio. Utilizzo delle L di metallo che fungono da carrelli su cui posso slittare la testa sia in altezza che in profondità, in questo modo riuscirò a calibrare ogni volta i telai per le stampe a più colori e se voglio stampare su materiali più spessi della stoffa. Montata la prima testa mi accorgo subito di qualche errore progettuale. Immagino queste siano errori di percorso comuni a gente come me che non è ingegnere meccanico….il mio progetto prendeva in considerazioni lunghezze, non pesi e forze in gioco. Ora i braccetti sono così pesanti che le molle non li reggono. Da lì in avanti sono passati diversi giorni, ho trovato l’assetto e le molle giuste in modo che il braccio funzionasse e avesse la giusta tensione. Di molle ne esistono davvero di mille tipi e tensioni diverse. Poi ho colorato i componenti metallici con dello smalto nero, ho aggiunti le viti che stringono i telai e ho aggiunti della gommapiuma per ammortizzare i movimenti dei braccetti.

La parte metallica fatta dal fabbro

La parte metallica fatta dal fabbro

L’ultimo componente da realizzare è stato il piano di stampa. Ho usato anche qui un pezzo di legno recuperato: compensato con i lati rinforzati e lisci. Ho incollato e rinforzato con delle L di metallo delle guide nella parte di sotto. Ho fatto in modo che il piano fosse leggermente inclinato per facilitare che il telaio si appoggiasse. A questo punto il vostro tavolo serigrafico è finito!

Giostra conclusa

Tavolo serigrafico concluso, pronto per essere usato!

CREAZIONE E TESATURA TELAI

ESPOSITORE PER INCIDERE I TELAI

Quando ho iniziato a ristudiarmi i vari processi di incisione serigrafica sono incappato su uno dei siti più forniti di materiale serigrafico italiano di cui non farò il nome (la ricerca è breve…) e ho trovato un box di legno in vendita per incidere telai. Costo 240€…. Mi sono igegnato un attimo e nel giro di qualche altra settimana ho recuperato tutto il materiale per farmelo da me alla metà del costo (e credo anche un po’ più figo e funzionale dato che ci ho aggiunto un timer). Mi serviva: un vetro 59cmx59cm (7 € dal vetraio). Diversi assi per fare il box (una 30ina d’€). Una plafoniera ad incasso per neon 18W 60×60 cm (15€ usata). Poi 4 bulbi neon UV actinic (quelli per attirare gli insetti specifici anche per fotoincisioni) che, almeno in italia, sono veramente difficili da trovare a prezzi umani, io li ho presi QUI a 8€ l’uno, ho aspettato quasi 3 settimane prima che arrivassero ma ne è valsa la pena, consumano poco (18W l’uno) e bastano pochi minuti d’accensione. Tanto per infighettare il progetto ho comprato una cerniera da anta e un timer modulare 220v elettronico (io l’ho comprato a 12 € su ebay, poi l’ho trovato QUI a 6,6€) per attivare e spegnere i neon per una durata programmabile da 0.1 a 99999.9 secondi. In questo processo mi ha dato una mano il buon Carlo (che ringrazio di cuore) che si è occupato di creare il circuito saldando i cavi e attaccando un interruttore per far partire il timer. Queste due cose finali non sono assolutamente necessarie e sopratutto non saprei assolutamente spiegare come creare il circuito per attivare il timer…

Box

Struttura del box con incassata la plafoniera. L’asse che farà da coperchio è 60x60cm

Creata la struttura del box ho recuperato delle vecchie cerniere da un mobile e con il flessibile ne ho adattata una perchè potesse fissarsi sull’asse che copre la plafoniera. Poi ho comprato 2 ganci da baule per fare in modo che rimanga chiusa. Lungo i bordi ho messo della gommapiuma adesiva che avevo in casa cosichè non passi la luce dei neon all’esterno.

Timer

Timer elettronico con pulsante per attivarlo (dovete aggiungerlo voi)

A questo punto bisogna posizionare il vetro su cui poggeranno i telai da imprimere. Ho creato uno spessore a qualche centimetro dalla plafoniera per far in modo che con della gommapiuma spessa 6cm appoggiata all’anta del box il telaio “spingesse” per bene contro il vetro e il lucido rimanesse bello appiccicato alla tela. Questi spessori sono dei listelli rimovibili fissati con viti e bulloni, nella parte su cui poggia il vetro ho incollato della gommapiuma dura in modo che il vetro aderisse bene e resistesse a micropressioni  e spostamenti

vetro

Vetro 59x59cm tagliato su misura in vetreria (circa 7€) non rifilato (per non tagliarmi l’ho “incorniciato” con due passate di nastro americano)

Come si vede dalla foto qui sotto ho aggiunto una guida per anta d’armadio che tiene aperto il coperchio a 90°. Nella parte interna nel coperchio ho messo un listello su cui potesse poggiare il telaio. La distanza che mi è venuta tra il coperchio e il vetro è di 6,5 cm. Quindi, come detto prima, bisogna trovare un tipo di gommapiuma  di queste dimensioni da inserire nella parte interna del telaio che serve a spingerlo perfettamente contro il vetro. Io sono andato in un posto dove vendono gomma e plastica e cose da giardinaggio (tale “la casa della gomma”) e mi hanno tagliato un paio di pezzi dimensione A3 di gommapiuma spessi appunto 6,5 cm (8€ di spesa)

Espositore finito e funzionante

Espositore finito e funzionante

SVILUPPO TELAI E STAMPA

Il tutorial qui sopra è stato fatto dai ragazzi di PirataLab di Pisa. Sono molto in gamba e i consigli di Luca sono stati molto prezioni mentre organizzavo e costruivo il mio laboratorio. Grandi! Per la tecnica di incisione dei telai magari farò un articolo in futuro quando avrò trovato dei tempi “tecnici” più precisi sulla gelatina e la tela che sto usando. Per ora il loro videotutorial è più che sufficiente per avvicinarsi alla tecnica serigrafica. In questi giorni ho fatto alcune prove di stampa con ottimi risultati e sto ancora calcolando la giusta esposizione della gelatina con questo tipo di neon, ma sembra essere molto bassa, circa 5-7 minuti bastano a imprimere molto bene. Per stampare i lucidi ho usato una stampante laser A3, ne ho trovato una usata a 200€ anche se queste macchine superano il migliaio facilmente, l’alternativa sono le inkjet ma poi i lucidi costano tantissimo (2 € l’uno). Il supporto di stampa sono fogli A3 di poliestere bimattato che costano circa 50 centesimi a foglio e si trovano facilmente sia su ebay che su siti specializzati, spruzzandoci sopra uno spray apposta chiamato density toner anneriscono di brutto e facilitano l’incisione (anche per questi cerca su ebay, con una decina d’euro te la cavi). Per quanto riguarda invece l’asciugatura del colore ho comprato una stufa a raggi infrarossi simulando le cappe flash professionali. Anche qui ho trovato su ebay una lampada usata da 1300W a 70€ che funziona più che egregiamente e bastano 10-20 secondi per asciugare il primo colore prima di passare a quello sucessivo. Per renderla più funzionale l’ho attaccata ad un braccio mobile di una comune lampada da ufficio.

Lab

Stampante Laser A3 + Cappa Flash diy

Qui di seguito alcune foto di come ho allestito il laboratorio, con camera oscura dove incidere i telai, postazione per stampare i lucidi e giostra dove stampare. Alcune considerazioni che vorrei fare sono le seguenti: tutte le cose che ho costruito e documentato in queste settimane in realtà è difficile rimetterle su carta e farci un progetto millimetrico e difficilmente riuscirei a ricostruirle identiche. Nei prossimi giorni valuterò se misurare al centimetro ogni componente e fare uno schema a mò di istruzioni. Ma credo che la cosa migliore sia sperimentare e fare delle prove con i materiali. Credo che se si seguono le mie indicazioni e le dritte che vi ho dato in questa specie di tutorial qualcosa di funzionale vi viene fuori. Ovviamente resto a disposizione per ogni chiarimento e, dove posso, sarò ben contento di dare una mano pratica se qualcuno vuole provare a costruirsi qualcosa di simile. Calcolati i costi devo dire che rimangono molto contenuti rispetto a quello che uno dovrebbe spendere per allestire un laboratorio del genere, detto questo consiglio a chi è novizio alla serigrafia di ingegnarsi per costruirsi un tavolo con un solo braccio risparmiando su meccaniche, legno e spazio. Questo vuole giusto essere uno spunto e una testimonianza di un’esperienza di autoproduzione e ricerca volta a chi si interessa di serigrafia e vuole provare a fare qualcosa di più delle solite toppette a un colore.

NuclearInk Lab 2013

NuclearInk Lab 2013

Backpatches IntotheBaobab

Backpatches IntotheBaobab “Sottoculture Unite”

Se sei arrivato a leggere fin qui vuol dire:

-che sei un disgraziato che ha scorso velocemente tutto alla ricerca di cose in grassetto ma ha trovato poca roba e quindi non c’ha capito un cazzo….
-che sei un pezzente che cercava solo il simbolo per vedere se era un progetto per le tue tasche….
-che forse ti interessava l’argomento e quindi ti ringrazio di cuore del tempo passato su questa pagina sperando che sia servito a qualcosa.

Quindi qui di seguito tiro le somme e faccio una stima per i più tirchi di quello che andrete a spendere se vorrete fare un tavolo serigrafico ed un espositore come quelli costruiti qui di sopra.

TAVOLO SERIGRAFICO 4 COLORI

Listelli 90x43mm –> 2,8€/m –> usati 14 mt circa –> 39,00 €
Listelli 90x21mm 
–> 1,25€/m –> usati 3 mt –> 3,70 €
Asse Multistrato 60x120cm 
–> piano tavolo e livelli piano rotante –> 20 €
Meccaniche 
–> cernire / molle / viti / occhielli –> 15 €
Cuscinetto 
–> LazySusan bearing 15cm –> 10 €
Morse 
–> 4 morse dal fabbro più viti e bulloni –> 45 €
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132 €

ESPOSITORE PER INCIDERE TELAI CON TIMER ELETTRONICO

Assi 200x25mm –> 4 assi di circa 80cm di lunghezza –> 12 €
Asse 60x60cm 
–> 8 €
Listelli 
90x21mm –> 4 €
Plafoniera neon 60x60cm –> 15 €
Cerniera, viti, ganci e maniglie
 –> 15 €
Vetro 59x59cm –> 7 €
4 Neon Uv 18W Actinic 
–> 40 €
Timer elettronico 
–> 15 €
Gommapiuma
 –>  A3 spessa 6,5 cm –> 4€
—————————————————
120€

NOTE: nei calcoli non ho inserito cose che si presume abbiate già o vi farete prestare come: avvitatore, seghetto alternativo, trapano, levigatrice…. Invece altre cose non le ho messe perchè sono superflue e a vostra discrezione come: pregnante, materiale per il cassetto e il porta telai, oltre che materiali di consumo come: pennelli, sparapunti, carta vetrata, colla a caldo, diluenti ecc ecc…

Per quanto invece riguarda i prezzi dei materiali di consumo serigrafico come racle, tela, gelatina, stendigelatina, colore ecc ecc sono di facile confronto sia su ebay che sul famigerato ecommerce italiano dove trovi tutto tutto tutto ma occhio a non farvi spennare…

Per ogni dubbio o chiarimento contattatemi pure e da oggi NUCLEARINK apre bottega ed è disponibile a stampare sia su stoffa che su carta qualsiasi grafica vogliate fino a 4 colori!

Dal quartier generale per oggi è tutto.

Zanna

Nasce NuclearInk in casa NuclearChaos

NuclearInkNuclearInk nasce dalla voglia di ripartire da ZERO, da dove avevo iniziato anni fa, quando avevo voglia di fare cose con le mie mani. Stanco di usare le mani solo per spingere pulsanti e tasti, ho deciso riaprire bottega con la serigrafia…ma dato che non sono un bottegaio sto prendendo nota di tutte le ricerche che sto facendo e fotografando gli attrezzi che sto costruendo, sperando che un giorno potranno servire a qualcuno. Giulio Disprezzo un po’ d’anni fa pubblicò una specie di tutorial (anche se questa parola è un po’ troppo moderna per internet di 10 anni fa…) su come stampare magliette e toppe, con tanto di foto, prezzi e consigli su come fare e dove comprare le materie prime…in quel periodo diventò un’eroe della scena punk. Ora in realtà le cose sono un po’ più reperibili e facili da imparare ma, dato che il tempo non è mai abbastanza e gli imput forse anche troppi, farò in modo di essere conciso e indirizzare chi interessato su come farsi le cose da sè, senza spende troppi soldi…ecco questo rimane l’obiettivo primario, quello più sincero.

Stay tuned
Zanna